Qualcuno conserva il sogno della sua vita in un cassetto: ecco cosa ho trovato svuotando il mio


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giovedì 1 luglio 2010

Noi


Cosa lunga da scrivere, ma breve da dire. Ieri ho sostenuto una lunga conversazione sulle nuove femministe, con una persona molto importante per me, che fa parte del gruppo anagrafico di donne che hanno vissuto la rivoluzione sessuale degli anni'60/70. Come ogni volta che accade, il confronto generazionale schianta qualsiasi possibilità di comprensione, probabilmente perchè i moduli comunicativi sono talmente lontani da rendere difficile un punto di contatto. Questo al di là della mancanza di tempo necessario a spiegare che io non coltivo il dubbio come necessità gnoseologica, ma gli preferisco l'incoerenza, che mi rende possibile l'essere profondamente convinta di ciò che dico nel momento in cui lo dico, permettendomi di cambiare opinione quando questa non rispecchi più ciò che sento. Anche perchè, sempre per mantenere la mia nota modestia, se Martin Luther King avesse avuto un dubbio e non un sogno, non credo che si sarebbe andati molto in là dagli autobus dell'Alabama. Comunque, la cosa più difficile, è far capire che dire Noi intendendo tutte le donne della mia generazione non è ergersi a rappresentante delle opinioni altrui, nè ghettizzarsi in una supposta posizione di inferiorità all'uomo. Noi è andare più in là del dire Io, è l'essere cosciente che le proprie conquiste personali, e le proprie sconfitte, fanno parte di qualcosa di più grande, che coinvolge persone che ancora non conosciamo. Noi è diverso da Loro, che non sono più quelli che devono concedere qualcosa, ma quelli che al momento hanno ancora diritti e possibilità che a Noi sono negate, e che Noi, il prima possibile, ci prenderemo, senza chiederle, perchè i diritti in democrazia non si chiedono, si esigono in quanto dovuti. Noi è la cosa che tutte diciamo, nella totale tranquillità, anche quelle che non sanno di essere femministe. Infatti, meno di mezz'ora dopo, un'altra donna mi ha detto Noi, e intendeva quello che intendevo io, e non ho nemmeno dovuto iniziare il discorso. Siamo stufe, non abbiamo voglia di essere tranquille, non ci vergognamo di essere competitive nei confronti di Loro, e non abbiamo la minima intenzione di cadere nella mistica della maternità e fingere che si possa essere tutto in modo perfetto. Siamo le eredi di Rosie the rivetter e ne siamo orgogliose.

venerdì 11 giugno 2010

I prova della deficenza femminile

Se esiste una prova della supposta inferiorità delle donne rispetto agli uomini sta nel fatto che insistiamo a frequentarli.

martedì 23 febbraio 2010

giusto perchè non ho mantenuto la promessa

Come tutti ben sanno sono una tirasòle. Come altri non sanno, il mio non è uno stato permanente, ma più un'incostante alternarsi di periodi di grande affidabilità ad altri (lunghissimi) di pseudoscempiaggine. Ovvero: non è che faccio peggio le cose e mi perdo le scadenze perchè sono svanita. Lo faccio per sopravvivenza, perchè la costante coscienza delle mie inadempienze mi rovina il sonno, e tirare pacchi è un pò come prendersi una sbronza per dimenticare. C'è chi si fa uno spino, io arrivo in ritardo.
Cosciente di arrivare in ritardo. Ho iniziato a farlo perchè arrivavo sempre in anticipo ad appuntamenti dove tutti arrivavano in ritardo. Poi mi sono accorta che loro erano sereni e freschi. Io ero isterica e stazzonata. Ho deciso di risolvere così.
Poi mi ha preso la mano.
Tutta questa tirata per giustificare la mia ennesima inadempienza: non ho lavorato al libro, e non ho mantenuto la promessa di farlo uscire per l'ottavo anniversario di castità. Che fare, già son punita per esserci arrivata, all'ottavo anniversario di castità. Sarà per quello che continuo ad arrivare in ritardo?

lunedì 25 gennaio 2010

perchè è bello iniziare l'anno con un mood positivo

sto leggendo: Il Collegio di Santa Lucia per giovinette allevate dai lupi di Karen Russell e L'ora delle ragazze alfa di Valeria Palumbo
ho appena letto: Io avevo paura di Virginia Woolf di Richard Kennedy e Una stanza tutta per gli altri di Alicia Giménez-Bartlett
sto ascoltanto: Danilo Rea

Dopo una lunga serata di danze selvagge, dove la selezione musicale è passata con indifferenza dai Red Hot Chili Peppers a Corona finendo su un pezzo ska, ho assodato che non ho più l'età. Il referto è stato due giorni di torcicollo: sono ormai una splendida novantenne!
Nel frattempo, ho raccolto una perla di saggezza da aggiungere al tesoretto che formerà il grande libro della verità in fase di redazione. Ve ne faccio dono, tenetela cara.

Legge di Annachiara, o del talento neurale maschile
E' scientificamente provato che il cervello maschile non è predisposto a fare più di una cosa nello stesso tempo. Gli uomini respirano.

corollario
E' opportuno scegliere un buon nuotatore. La capacità polmonare e l'abitudine all'apnea vi permetteranno di interagire sensatamente con lui.

giovedì 8 ottobre 2009

perchè sono un orso

L'andare a vedere un grande concerto spesso è più simile al portare una maglietta firmata che all'ascoltare un disco. L'una cosa è evento privato, esperienza vissuta in prima e spesso singolare persona. Mentre, come Naomi Klein insegna, il portare una maglietta con marchio in bella vista è come prestarsi a fare da insegna pubblicitaria e pagare per farlo, farsi veicolo di un messaggio commerciale cammuffato da appartenenza ad una categoria di persone. Dovrebbero essere i produttori di abbigliamento a pagare i clienti per portare in giro il loro marchio in maniera così evidente da sembrare essi stessi un prodotto. E, allo stesso modo, al concerto si va, più che per ascoltare la musica, che di certo non può raggiungere in uno stadio affollato la qualità raggiunta da un buon impianto audio domestico, per “esserci”, cioè per fare parte di quel pubblico. Paradossalmente, se sul palco non ci fosse nessuno, ma scorressero immagini su un maxischermo, molti degli spettatori non se ne accorgerebbero, e andrebbero a casa contenti. Paradossalmente, la notizia il concerto la fa se il pubblico è a livelli record. Quindi, in realtà, lo spettacolo è il pubblico. Che, paradosso finale, paga soprattutto per vedere se stesso, per sentirsi parte di se stesso, per cantare con se stesso.
Preferisco una cena tra amici.

martedì 22 settembre 2009

grandi notizie!

E, a completamento del post precedente, la grande notizia: l'autobiografia sessuale in forma di manuale per giovani singles diventerà davvero un libro. Grazie all'aiuto della fidatissima Nino il progetto sta prendendo forma fisica (ricchi premi e cotillon), e si concretizzerà per i primi mesi dell'anno. Anzi, dò la data ufficiale:
15 febbraio 2010, nell'ottavo anniversario della mia castità. E speriamo porti bene.

riflessioni? colonscopia? oppure semplicemente scrittura..

Nello splendido saggio della Pinker che sto leggendo, tra le altre saggissime notazioni, una m'è rimasta (e magari fosse soltanto una). Si tratta del concetto che i maschi della specie umana tendano a focalizzare le loro energie in un unico campo ristretto, tralasciando tutto il resto, mentre noi femmine tendiamo ad occuparci di più discipline, così come di un problema riusciamo a puntare il contesto, loro soltanto l'obiettivo. Ogni tanto, come sercizio di personale vacuità, mi diverto a fare un giro su Google, cercando gli "uomini" che hanno fatto della mia vita sentimentale un campo minato. E' bello vedere che la Pinker è confermata dai fatti: trovo loro notizie soltanto per quanto riguarda la loro attività prevalente, mai del volontariato, qualche interesse artistico (tranne quelli retribuiti ad onore o denaro, ma tant'è). Poi mi cerco anch'io, e purtroppo devo dire che la mia sorte, nell'ultimo anno, è diventata la stessa. Se prima uscivano anche stringhe sulle mie attività di volontariato, o di organizzazione di eventi (a gratis), oggi esce soprattutto il mio lavor, pur in tutte le sue sfaccettature. Però io ho il barbatrucco. Ho uno pseudonimo, questo. Loro no. Il fatto di avere un'Ego multiplo mi salva dall'averlo ipertrofico.

mercoledì 2 settembre 2009

l'istriona

L'argomento è diverso, quindi diverso è il post.

Da alcuni giorni, per riprendermi dal periodo depressivo e caricarmi per il gran lavoro dell'autunno, sono solita farmi lunghi discorsi d'incoraggiamento. No, non quelle sagge cose che uno dovrebbe ripetersi ogni mattina guardandosi allo specchio. Ho velleità d'attrice (tra le altre), quindi passo tutto il viaggio in macchina fino al lavoro creando lunghi monologhi, con ambientazioni realistiche ed interlocutori conosciuti, dove esalto le ragioni per cui sono inappellabilmente il cervello più geniale imballato nella personalità più carismatica mai apparsa sotto il cielo. Roba seria, con tanto di discettazioni filosofiche sulla mia capacità di ispirare le folle. Ad alta voce. Magari senza fare pausa ai semafori. Anche se c'è qualcuno affiancato. Con colonna sonora ispirante di sottofondo, sparata. Il problema non è, come potreste supporre, l'inevitabile e spropositato pompaggio di un ego già ipertrofico, bensì il fatto che, tornata nel mondo reale, sono ancora così nella parte che potrei attaccare il vaniloquio con la prima persona che mi capita a tiro, con effetti terribili sulla mia immagine (che già non sta bene). E non parlo per ipotesi, è capitato.

Studentessa liceale timida e schiva, perennemente infagottata in maglioni oversize e camicie a quadri (erano gli anni novanta), mi perdevo per ore ad immaginare selvagge storie d'amore con questo o quello, passando per sensibile esteta nel sospirare ai versi del divin poeta. Imparai allora che nulla è più eccitante di una versione di latino. Ti annoi talmente tanto che il cervello cerca una fuga.
Un giorno, persa nei miei vaneggiamenti (uno dell'ultimo anno stava portandomi via dalla finestra della classe, senza cavallo bianco ma con fiat panda rosso fuoco. Sempre per il gusto neorealista di cui sopra), finii per fissare insistentemente un mio compagno. In realtà non lo vedevo, ma lui ebbe la malaugurata idea di chiedermi se stavo bene. Interrotta nel bel mezzo, proprio come una sonnambula reagii in maniera violenta. Esclamai, tipo insulto, un "ti amo!" ad alta voce. Lui sbiancò. Io, credo, pure. O forse no, realizzai la cosa con un certo ritardo. Di fatto, abbozzò una battuta, e credo mi abbia creduto a lungo, perchè da lì in poi fece la gatta morta ad ogni occasione, forse pensando di concedermi chissà che. Io, nonostante la mia tendenza al melodramma, ignorai l'incidente, anche perchè io mica l'avevo detto a lui. L'avevo detto a quel gran figo della V A coi capelli scuri e gli occhi verdi, quello che manco mi vedeva, con le mie camicie a quadri.

Il bello della vita è che non impari mai.

martedì 1 settembre 2009

L'era del manzo e altre amenità

Negli ultimi giorni, proprio nel mio delirio sentimentale, mi sono trovata a chiacchierare con due amiche, e mi sono resa conto che, quello che nel discorso ci sembrava perfettamente logico e saggio, non era in realtà che pura follia.

chiacchiera 1: la dichiarazione di Peynet (assioma dell'amico perso)

B.: "sai, non me la sento di farmi avanti, lo conosco da un sacco di tempo"
J.: "ma dài, in amore bisogna rischiare!"
B.: "non hai capito: io a 'stò ragazzo gli voglio proprio bene"
J.: "bè no, allora hai ragione, meglio evitare e aspettare che passi"

Perchè, assioma poi discusso lungamente, è perfettamente logico farsi avanti con uno di cui non ti frega niente, perchè se poi ti manda a quel paese mica hai perso qualcuno a cui volevi bene. Vi pare?

chiacchiera 2: il maschio animaletto (corollario del maschio italico)

B.: "guarda, io poi preferisco i nordeuropei"
C.: "perchè?"
B.: "niente chiacchiere inutili, ci sono quando servono, non ti stanno perennemente a giudicare le smagliature o a guardare le altre, sono essenziali"
C.: "insomma, dei giochini"

Perchè, riflessione poi insorta a mente fredda, se un uomo parla a vanvera, scappa quando c'è bisogno, rompe le scatole se ingrassi e si volta a radiografare i culi altrui, allora sì che è un uomo. No?


Conclusione

Ce l'hanno fatta. Ci hanno raccontato che siamo più libere, in realtà siamo ancora più soggiogate alla categoria del maschio inutile, l'eterno bambinone un pò bolso e un pò calvo, quello di cui ci si deve accontentare per dimostrare di non avere troppe pretese.

Io, nel mio, ho deciso di calare altri 4 kg e di far tornare l'Era dei Manzi. Mi mancano, me li meritavo e me li merito. Nel nome delle soap australiane!

sabato 8 agosto 2009

riflessioni

cosa sto leggendo:In realtà troppa roba tutta insieme
cosa sto ascoltanto: Hard sun di Eddie Vedder (dalla colonna sonora di Into the wild di Sean Penn): Grazie Nino, sarà probabilmente la mia canzone dell'estate


Nel frattempo spiegare il titolo del post è complicato, ma tanto qui non mi legge nessuno, perciò sono libera cittadina in libero non luogo.
In seguito a lunga conversazione sul posto di lavoro, oggi mi è tornata in mente una vecchia considerazione. Di solito quando si parla di seduzione qualcuno che pensa di avere la verità del luogo comune mette il punto al discorso sostenendo che: "alla fine è la donna a decidere".
Il problema è cosa può decidere. Nel gioco delle parti fossilizzato da secoli in questa terra di nessuno (spero sempre nell'eden del nord Europa) la donna decide proprio e solo alla fine. Cioè, può solo decidere se accettare o meno il pretendente propostele. Se solo osasse pretendere di scegliere il pretendente, cioè con chi giocare, di sicuro si trasformerebbe da oggetto desiderato a soggetto desiderante, cioè un abominio privo di attrattiva per il maschietto italico.
Preferirei poter decidere all'inizio, senza prendermi tacitamente della troia.

martedì 7 luglio 2009

Vaticinantis verbis

ho appena letto: Conta le stelle se puoi, di Elena Loewenthal
sto ascoltando: Gente in cerca di nuvole di Stefano Bollani

A volte ti accorgi che è un pò che non deliri d'onnipotenza, e non aforizzi abbastanza. Così mi predispongo al vaticinio e spiro parole d'ordinanza.

Ho deciso che non voglio scegliere persone se non in base al loro coraggio ed alla loro sostanza etica. Voglio essere circondata da eroi. Perchè conversare con una persona colta è come bere un buon vino. Ma per vivere c'è bisogno di ben altro.

Quando non avevo ancora visto la mia seconda decade, mi dissero che ero ingenua, ma saggia. Oggi scelgo e voglio essere adulta e giovane, non infantile e vecchia.


E' interessante scoprire cosa resta di noi quando otteniamo quello che crediamo di volere.

Delle molte persone che conosco che credono che circondarsi di essenzialità voglia dire essere essenziali, ricordo che una cosa è l'avere, altro l'essere. E che il buttare via tutto a volte ha lo stesso significato del conservare ogni cosa. Non posso credere che gli oggetti abbiano davvero tanta importanza.


Diffiderò sempre di chi non sa ridere.


In tutto questo, rimango una persona in pace, nonostante l'immane mole di guai in cui mi caccio. Credo che ormai mi sia fisiologico. Amen

lunedì 25 agosto 2008

meetic-3

Ormai avrete intuito che sarà una saga.
C'è vita nell'etere. Un uomo con occhiali da sole mi ha scritto chiedendomi, se per caso, ascoltavo CCCP-CSI. Nella scheda si segnala agnostico, e tra pochi giorni se ne va dal sito. Ho ritenuto opportuno rispondere, vi farò sapere.

venerdì 22 agosto 2008

meetic-2

Una mezza tragedia. Ma da quando gli uomini credono che dichiararsi cattolici praticanti occasionali li renda interessanti agli occhi di un'agnostica? E che una foto con birra in mano, sguardo serio da "ieri mi è morto il gatto ma se ti prendo ti stendo", o, peggio, con gli occhiali da sole, stimoli qualcosa che non sia l'istinto a dare un altro giro di chiave alla porta di casa? Ah, già.. da quando rimorchiano in discoteca..

lunedì 18 agosto 2008

meetic

Ok, l'ho fatto. Dopo un calmo pomeriggio domenicale d'agosto (ieri) passato sul divano a mangiare gelato e guardare film romantici (nello specifico "patnerperfetto.com", così vi è chiara la dinamica), ieri notte, all'insana ora in cui di solito posto qui sopra, m'è venuta l'illuminazione. E poi ho perso la luce, e mi sono iscritta ad un sito di incontri on line. Grasse ghignate, anche perchè i profili sono agghiaccianti, le foto peggio (la mia non fa eccezione, ma dovrebbe scoraggiare i più), e soprattutto perchè, in quanto femmina in età fertile, mi stanno subissando di mail (su un nuovo indirizzo fantasma, per chi mi avete presa?). La cosa più divertente è andare a verificare il profilo della loro donna ideale e rendersi conto che il mio manco l'hanno letto. Altrimenti, come spiegarsi l'ideona di un venticinquenne che vuole conoscere al max 30enni che ascoltano musica dance e passano serate al pub, che mi chiede di chattare, nonostante abbia specificato chiaramente di essere in un'altra galassia? O profili di donne ideali che specificano età dai 18 ai 50? Una risposta c'è, vedete voi quale.. Io continuo a leggermi i messaggi di presentazione, che sono la cosa più interessante (a livello antropologico) del sito. Poi vi racconterò come va.

mercoledì 2 luglio 2008

il Grande Maschio - 2

un'amica mi ha telefonato chiedendomi se esista davvero questa meraviglia della natura, e se posso descriverlo con più precisione. Ho deciso che solo una frase poteva farvi davvero capire di cosa stessi parlando. Questa:

principio assoluto del ferormone:
Il Grande Maschio è ciò che ogni donna vorrebbe potersi mettere addosso appena sveglia.

Ecco, direi che è chiara.

sabato 28 giugno 2008

Il grande maschio - 1

cosa sto leggendo: Che tu sia per me il coltello, di David Grossman
cosa sto ascoltando: In time, the best of R.E.M.


Allora, che dire.. Sempre troppo lavoro, ma in realtà la testa è già a settembre, alla minifuga rinviata con le fantastiche girls (just wanna have fun), forse a Lisbona-magari, ma mi sa che si finirà altrove. Però, nel caso, avrei già in testa da giorni il look adeguato. Da dandy dé noartri, roba che per la prima volta dovrei farcela con un bagaglio a mano.
Ok, che ve frega del mio sogno di perdermi tra le strade della capitale del fado? Tanto vi romperò ancora le scatole con questa storia, già lo so.
Nel frattempo, per chi volesse farsi una grossa risata, mi sa che vi inserisco un inciso degno del manuale (così spiego la tag). Eccolo qui:


Il grande maschio
Ormai sono almeno tre anni che lo inseguo. In realtà l'inseguimento durò pochi giorni, non fu mai molto convinto nè lui si accorse di nulla, salvo forse credere che io avessi un'amica che davvero voleva passare il capodanno con lui (santa donna copertura!). Poi, dato che sono una dura, mi permisi di fargli sapere che, si, il suo numero ancora l'avevo, ma chissà dov'era finito (nel carteggio di un incarico di due anni fa, esattamente nel terzo faldone a sinistra della mensola del mio studio). Però, dato che lui per lavoro viaggia molto, dato che io per lavoro viaggio molto, e dato che lui passa sempre per lo stesso tratto di strada che, ogni tanto, devo fare anch'io.. ogni volta che passa un veicolo analogo al suo io strabuzzo gli occhi. Se al volante c'è lui, sarà una bella giornata. Come le macchine gialle del protagonista del mistero del cane ucciso a mezzanotte, che era poi un bambino con problemi mentali, e questo dovrebbe farmi riflettere. Il fatto che lui non sappia che io nel frattempo ho cambiato macchina mi dà un punto di vantaggio nel concorso per la salvaguardia della mia dignità. Anche quando non resisto alla tentazione di suonargli il clacson (mica mi può riconoscere, e poi guarderà ben la strada, almeno lui). Insomma, il Grande Maschio rimane un miraggio sulla variante della mia esistenza. Chissà come sarebbe la mia giornata se lui avesse deciso di invitarci a quella maledetta festa di capodanno. Chissà come sarebbero le mie serate se a quella festa si fosse accorto per caso che non sono asessuata. Chissà come sarebbe la mia vita sessuale se un giorno, dopo avermi riconosciuto nonostante la yaris verde golf (che fa tanto radical-chic), decidesse di fermare il furgone, prendermi tra le braccia abbronzate e portarmi via, sul cavallo bianco - che in queste situazioni è sempre opportuno? Mah. Per mia fortuna ho sempre la sensazione che mi sia andata bene. Nonostante il fatto che, quel capodanno, mi sia beccata un'infezione da stafilococco. Guarda che la sfiga a volte ci prova proprio gusto..



domenica 21 ottobre 2007

perchè siamo ben disposte

Dato che ho messo la foto del compleanno, mi pare opportuno in questa sede segnalare alcune battute che a quella data risalgono.
In pratica, per non fare la gran donna che ha pronta la citazione all'uopo, stamattina, mentre lavoravo (lo so, è domenica, e sono una sfigatissima atipica), ho cercato un indirizzo sul mio taccuino. E lì ho ritrovato delle chicche che non potevo trascurare. Quindi, eccovele qua.

A noi ragazze insegnano a non credere a quello che si vede nei porno.
Nino, 28 luglio 2007, ore 23.50


Barbara: Tornano tutti indietro.
Bobi: Si, ma qui è come la marea, torna indietro la merda.
29 luglio 2007

martedì 18 settembre 2007

Bobi's returns

Bene, stasera, la solita stupenda ragazza single appena rimasta sola dopo le solite travagliatissime relazioni, mi ha detto una frase che, dopo i trent'anni, finiamo per dire tutte:

assioma dello scapolone
"Se uno a quarant'anni è ancora da solo, un motivo c'è"

Così, ragionandoci un pò sopra, m'è venuto questo

corollario dell'accoppiato
"A volte, l'unico motivo per cui un uomo non è solo è che in giro c'è qualche donna più disperata di te"

Meditate, ragazze, meditate.

mercoledì 4 luglio 2007

E comunque, il mio oroscopo di questo mese -uno dei cinque che ormai consulto con regolarità, anche se l'unico a cui dò vera fede è quello di Horus, pessima eredità della mia pluriennale lettura di La Repubblica e dei suoi supplementi- dice nefandezze. E che andrà meglio ad agosto.
La cosa tremenda è che continuo ad ignorare il mio ascendente. E che continuo a farmi i tarocchi gratuiti on line.
E, a parte questo, sto elaborando una serie di infausti eventi che riverserò anche su di voi al più presto.
Va bene, anticipazione
Può essere che questo diventi davvero un blog collettivo.
In parte già lo è, ci sono un sacco di rinvii alle vite di persone che conosco, e che leggono e approvano , o rimproverano, quel che pubblico qui.
Ma in realtà, può essere che a breve questo blog ospiti le tragedie sentimentali delle donne e non solo che conosco. E' un punto d'arrivo che mi ero prefissata, e non vedo l'ora di rendervi partecipi.
L'inizio ufficiale sarà per il prossimo sabba, che, solo per quest'anno, si terrà per il mio compleanno. Un sabba d'astinenza è una cosa seria, e un sabba di compleanno forse lo è ancora di più. Grandi eventi s'avvicinano, e soprattutto grandi abbuffate. Può essere che finiranno sul blog anche le foto dell'evento, per allora, sappiate una cosa: quest'anno, più che i regali o gli auguri - sempre graditissimi, e sempre accettati a lungo termine, dalla metà di luglio alla metà di agosto, perchè io non mi formalizzo- mi farebbero piacere i vostri racconti. Non importa che sappiate scrivere, importa che abbiate una storia finita male o maluccio, o comunque finita, di cui ci volete rendere partecipi. Se vorrete, la rimetterò in sesto per essere narrata, ve la rispedirò perchè la controlliate ed approviate, e poi la pubblicherò sul blog. L'obiettivo è creare una banca dati a cui far rivolgere chi sta cercando una bussola nel mare inquinato delle relazioni d'inizio millennio.
L'obiettivo è farci un'enorme seduta di autocoscienza per cercare tutte/i insieme un bandolo qualunque della matassa, e per ricordarci che alla fine a perderci sono sempre loro.

perchè stasera ho pianto

Oggi, una terribile verità. Di tutte le relazioni con cui sono entrata in collisione in tutti questi anni, mie e soprattutto altrui, ho potuto verificare una cosa:


Assioma di A.
Gli unici uomini che rimangano fedeli, presenti, attenti, gli unici uomini che non diano segno di credere la donna che hanno accanto qualcosa di poco più importante di un accessorio per la casa, sono quelli terrorizzati. Quelli che subiscono con regolarità e crudezza la minaccia di essere lasciati, o traditi.

Corollario
Per essere sicure che il vostro uomo non vi pianti in asso senza riguardi o spiegazioni, che non vi tradisca senza ritegno o vergogna, che non vi rivolga graziose parole del tipo "sono uno che s'accontenta, infatti sto con te", fatelo vivere in un romanzo di Stephen King. Le fortunate che lo fanno istintivamente, ne ricavano quotidiano giovamento.

si, ho i denti storti nonostante anni di costosissime e dolorosissime cure. E allora? Avreste dovuto vederli prima..