Qualcuno conserva il sogno della sua vita in un cassetto: ecco cosa ho trovato svuotando il mio


Visualizzazione post con etichetta letture. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta letture. Mostra tutti i post

giovedì 7 maggio 2009

L'arte della gioia

Che dire... Modesta è forse il personaggio femminile che più ho sentito vicino in anni di letture, non mi era ancora capitato niente del genere.
Non so neppure se è una cosa bella, dato che di fatto si tratta di un'omicida seriale non patologica ma razionale. E' che è una lotta di sopravvivenza per la libertà vera, è che ti fa arrivare a pensare come la migliore conversazione con una donna colta ti fa fare. E' che per essere liberi ed onesti gli uomini hanno bisogno di catene, fisiche o ideali, mentre le donne per farlo hanno bisogno di spezzarle, quelle catene.
E via, di questo passo, a riflettere sulla natura del desiderio e sul senso della passione intellettuale, fino al richiamo dell'ascetismo epicureo.
Dio mio, e non sono che a pagina 181.
Ora mi rimetto al lavoro, stasera tornerò nelle pagine di Goliarda.

giovedì 31 luglio 2008

arretrati

Sto ascoltando: Michael Nyman, the Piano. In macchina, per la mia anima tamarra, Madonna, Like a prayer.
Sto leggendo: ancora Grossmann; l'ultimo numero di Diario; vari numeri di varie riviste femminili (Elle, Velvet, Glamour..); manga, bandes déssinées, comics, manwa, etc...è estate anche se sto a casa. Il prossimo, in im-paziente attesa, è L'arte della gioia di Goliarda Sapienza

E però mi accorgo solo ora di non avervi raccontato del fantastico microconcerto di Rea al porto di Boretto, dove da Biancaneve e i sette nani siamo volati a Colazione da Tiffany passando per Puccini (era lui?) e Buarque, e poi di nuovo tutto da capo, con un superfan al mio fianco che ha concluso il concerto con un "bravo toso!" colmo di veneto furore.
Se poi domani riesco a recuperare qualcuno per andare a sentire Fresu&Caine.. speriamo in bene.

martedì 17 giugno 2008

match point

L'ho appena rivisto, e sarà che il fascino di Scarlett J. ricorda molto quello di Norma J., ma mi è venuta in mente la storia di Marilyn coi Kennedy..

lunedì 2 giugno 2008

post n°90

sto ascoltando: Stefano Bollani, Piano solo
sto leggendo: Luce Iriguaray, La via dell'amore (ma ho appena finito La signora nel furgone di Bennet)

Mi mancate, ma non disperate, io non dispero del fatto di non mancare a voi..

domenica 11 maggio 2008

le muse

sto ascoltando: già lo sapete. Ma mentre guido, da settimane, ormai c'è solo Nevermind dei Nirvana
sto leggendo: Verso Betlemme di Joan Didion. Questa donna mi incanta ogni volta. E' il suo stile: minimalista e lirico. Tutto da imparare

Questa settimana vorrei dirvi tante cose, tutte poco aggregate, quindi le butto qui, come di solito si tratta di appunti sparsi. Sono felice che sia stato appena pubblicato in italiano un libro di Simone Weil, non la si legge mai abbastanza, ed è una delle mie muse da quando ero ragazzina.
E visto che parlo di muse, e che mi sono trovata a riflettere sulla strana direzione della mia esistenza negli ultimi anni, eccole qui, tutte le donne che mi hanno davvero guidata da quando ero ragazzina.
Oltre a Simone (leggetevi Venezia salva e capirete perchè), e Marguerite Duras (tutto, ma soprattutto Giornate intere tra gli alberi), Tina Modotti (le sue calle e le sue rose campeggiano nella mia camera da letto), Christa Wolf (Cassandra, e tutto il resto). E poi, esteticamente ed emotivamente, Vita Sackville-West, Marlene Dietrich, Giovanna d'Arco e Katharine Hepburn. L'elenco non finisce chiaramente qui, ma è già lungo e tormentato. Mettendole tutte insieme un filo rosso c'è. Decisamente non sono una signora. L'androginia, la sensualità, il rigore e l'estetismo ascetico. E il fatto che, più o meno, si trovino tutte nello stesso difficile periodo della storia. Se poi aggiungiamo che pure i modelli maschili stanno tutti in quella cinquantina d'anni, forse qualcosa di più netto si può trovar fuori. Il gioco è aperto.

domenica 27 aprile 2008

forever Chuck

sto ascoltando: ancora Danilo Rea, mi ha stregato
stasera leggerò: Chiara Cretella, Annunciazione in metropolitana

Stamattina ho finito Rabbia di Chuck Palahniuk. Quell'uomo lo adoro.
Sta inesorabilmente trasformando la sua prosa in qualcosa di sperimentale, lui scrive che non sta facendo niente di nuovo, ma, come per Cavie e per Diary, lo sta facendo in modo nuovo.
Alla fine della lettura, però, un dubbio atroce mi tormenta: dato che, dopo il successo del film tratto da Fight club, nel mondo sono sorti dei fight club reali, non è che qualcuno, leggendo del party crashing, inizierà a girare di notte con un albero sul tettuccio a sfondare le auto altrui?
Altri momenti della mia giornata potrei passarli a raccontarvi di come il concerto a Parma di Tuck & Patty meet Musica nuda (Magoni&Spinetti) sia stato un viaggio favoloso, soprattutto quando i quattro hanno cantato Time after time, o improvvisato Fever. O del fatto che Tuck mi ricordi uno gnomo impazzito: ha suonato un assolo di 20 minuti. Forse erano di più, forse di meno, ma sembravano eterni.
O di come Gaff aff (spettacolo della compagnia Zimmermann & de Perrot) sia uno dei migliori momenti di teatro a cui ho assistito nell'ultima stagione..
O consigliarvi, tra le mie ultime letture, La sovrana lettrice, del solito favoloso Alan Bennet: poche ore di rinfrancante humor inglese.
Ma oggi vi lascio qua, è tardi e devo ancora mettermi a lavorare.

domenica 6 aprile 2008

erano solo ragazzi in cammino

Bene, dopo giorni passati a non dormire la notte per leggere, ho appena finito l'ultimo libro di Dave Eggers. E' uscito quasi un anno fa e l'ho stagionato, ma meritava che fossi pronta. E', come promesso in copertina, uno dei libri più commoventi che io abbia mai letto.
Ti fa venire voglia di fare qualcosa, e alla fine scopri che qualcosa l'hai già fatta comprandolo, dato che i proventi vanno alla fondazione del protagonista. E lo stesso non è abbastanza.
Dato che tutti sentiamo parlare del Darfur, e dato che non capiamo come funzionino le guerre in Africa (perchè non lo capiamo, come giustamente dice Valentino), è anche una lettura utile. Per sapere com'è iniziata, per sapere com'è stata vissuta, per dare un senso alle immagini viste in televisione e sui giornali. Per sapere che il Darfur è una regione del Sudan, e che il conflitto non è iniziato lì. Che c'entrano il petrolio, gli americani, Bin Laden (il prezzemolo), e, al solito, l'occidente.
E per conoscere la storia di un ragazzo giapponese che voleva portare dei ragazzini africani a giocare una partita fuori dal campo profughi, o quella di un'altro che li fece attraversare il deserto vedendoli morire d'inedia. E quella di una rifugiata sudanese uccisa in america dal fidanzato geloso, o di una che ce l'ha fatta, e adesso studia in Inghilterra. E per portarseli tutti con sè, e decidere di fare qualcosa perchè non accada ancora. Alla fine di questo libro mi è tornata in mente la frase che nel 2001 continuavamo a ripeterci, e che poi abbiamo smesso di amare perchè usata troppo spesso su altre bandiere. Un altro mondo è possibile.

Se volete saperne di più, oltre a leggervi il libro (Dave Eggers, Erano solo ragazzi in cammino, Mondadori, 2007):
http://www.valentinoachakdeng.org/


martedì 25 marzo 2008

Harry Potter

Ho finito l'ultimo volume della saga - non crediate che ci abbia davvero messo così tanto: alla fine l'ho iniziato due giorni fa, quando sono stata sicura di avere il tempo per rincoglionirmi sul divano.
Ho riso, ho pianto, ho avuto paura e ho parlato da sola che manco durante le olimpiadi. Ho anche esultato con i braccini alzati. Mi è piaciuto tantissimo, più di quanto mi aspettassi, anche se alcune notarelle son proprio da fare.
1- Cara J.K., ho capito che ti abbiamo rotto le scatole e non ne puoi più, però, quell'ultimo capitolo, lo potevamo evitare. E' posticcio, e ne è chiaro l'intento di metterci a tacere, noi harry-dipendenti, dal dissuaderci dal pretendere quei due ultimi volumi promessi 5 anni fa (memoria archivistica). Si, proprio quelli dei due anni di scuola di specializzazione che il maghetto e i suoi amici avrebbero dovuto frequentare dopo Hogwarts. Perchè non ci basta sapere che si sono tutti sposati con la loro prima cotta (cosa triste, in realtà), anche se capiamo che, come in ogni comunità chiusa, la vita sentimentale dei maghi sia un pò limitata.
2- Questo mi porta a pormi una domanda agghiacciante: ma poi quei tre hanno recuperato l'anno? Oppure gli hanno attribuito il diploma per meriti speciali?
3- Passiamo quindi alle domande serie. La prima, e più inquietante: come cavolo ha fatto la spada di Godric Grifondoro a ricomparire nel cappello parlante dopo essere scomparsa nei sotterranei della Gringott, nelle mani dell'avido folletto Unci unci (versione potteriana di Gonlum)? Ma soprattutto, con tutte le ipotesi possibili, che senso ha allora tutta la fola del buon fratello maggiore di Ron sul senso di proprietà dei folletti?
4- Com'è possibile che la sorveglianza a casa Malfoy fosse così scarsa? E com'è possibile che Voldemort sia così tonto da non accorgersi della distruzione degli horcrux se non quando ormai è troppo tardi? E altrettanto tordo da non rendersi conto che la bacchetta di sambuco non faceva nulla all'esercito di Silente?
5- Ma quanto è carogna il mettere un vecchio dall'occhio fasciato in Diagon Alley quando tutti stiamo ancora sperando che Malocchio Moody sia vivo?
6- Harry come diavolo fa ad essere l'eroe quando continua imperterrito a mettere a rischio i suoi compagni facendoli regolarmente catturare? Due esempi per tutti: se strappi un oggetto da una porta in un ufficio sorvegliato, abbi almeno l'accortezza di sostituirlo con un falso (come farà poco più tardi la saggia Ermione, povera dotata di cervello in mezzo a due rintronati); se ti dicono che non devi dire una certa parola o ti beccano, non dirla. Anche perchè il risultato delle due degne azioni ha messo a rischio tutta l'operazione, oltre a far spaccare Ron, saltare la copertura del rifugio, far catturare tutti e torturare Ermione. Poi uno si chiede perchè l'occhialuto maghetto alla fine pensi al suicidio..perchè almeno è altruista, benchè scemo.
7- ma la scena con Silente nel cervello di Harry non ricorda la pubblicità di una birra che, guarda caso, è comparsa poco dopo la pubblicazione? e poi, ci volete confermare si o no che la creatura singhiozzante e schifosa sul pavimento è la parte di Voldemort custodita da Harry? O dovremo morire col dubbio?
8- 'Stà storia del sacrificio in nome dell'ammore che l'eroe fa per salvare tutti i suoi compagni sa un pò troppo di metafora cristologica. Però ho gradito, davvero. Soprattutto il fatto che poi resti vivo perchè è il pensiero che conta.
9- sempre con le metafore, andiamo con l'occhio nel triangolo, coi doni della morte e con la maledizione cruciatus? No, sarebbe troppo lunga.
10-ma davvero, Harry, ci hai pensato su per 11 anni 11 prima di decidere di accogliere il figlio di Remus e di Tonks? Dopo tutto quello che hai passato in Privet Drive! Siamo delusi.
Bene, mi fermo qui, anche se molto avrei da dire, soprattutto sulla liason tra Piton e Lily, e sulla bellissima cosa che mai, e poi mai, in questa saga i cattivi sono stati soltanto cattivi e i buoni soltanto buoni. Ringrazio per la storia personale di Tom Riddle e per quella di Silente, a dimostrazione che si può insegnare il grigio anche ai bambini. E per 5 anni (ho iniziato tardi) di presenza di un mondo alternativo nella mia vita.

domenica 6 gennaio 2008

Arriva la befana

sto ascoltando: Danilo Rea, Introverso (2007)

stasera leggerò: l'ultimo volume di Harry Potter, trovato ieri al supermercato dietro casa, in barba alle file di mezzanotte


Eccomi qui, per il primo post dell'anno, e mi rendo conto di non aver mantenuto una promessa, una delle tante fatte nel 2007. Perchè? Perchè scrivo scrivo, ma mi sembra di non aver scritto mai abbastanza bene per pubblicare, così finisco per tenermi le cose per me.

Bene, che dire, cerco di rimediare. Consiglio quindi qui (o recensisco brevemente, ditemi voi) alcuni libri che ho letto nell'ultimo mese.

Sempre sul filo della storia delle donne, come già anticipato, Un mondo di donne, a cura di L. F. Pusch e S. Getter, per l'Italia di M. Gregorio, pubblicato da Pratiche Editrice nel 2003: l'avevo comprato su una bancarella bolognese per la foto di Marlene in copertina e il prezzo stracciato, si è rivelato libro totem, uno di quelli da portarsi in giro tipo bibbia. Fa seguito - lo spirito pare lo stesso, nonostante le biografie siano meno e più corpose, pur rimanendo entro limiti accettabili per una lettura rapida e compulsiva - Americane avventurose, di C. De Stefano, pubblicato sul finire dello scorso anno da Adelphi. La cosa che salta agli occhi, scorrendo le vite di tutte queste donne incredibilmente affascinanti e creative, nobili creature alate, è che essere donna ed essere in gamba rende impossibile l'avere una vita affettiva normale e morire di vecchiaia. Volevo seriamente fare una statistica di quante fossero morte suicide (un numero spaventoso) o di morte violenta, preferibilmente dopo o durante violentissime vite affettive con uomini che definire indegni è poco. Si salvano le lesbiche, anche loro in gran numero. A voi le conclusioni (io mi sono depressa per giorni).

Sempre sul filone, perchè parlando di donne coraggiose si finisce per parlare di streghe, il gioiellino Piccola storia del diavolo, di George Minois, pubblicato da il Mulino nella collana Intersezioni, nel 1999. Acquistato nel bookshop di palazzo della Pilotta dopo la disfatta della mostra sul medioevo curata da Le Goff - una delle mie prime mostre-fuffa, tutta riproduzioni e didascalie – si è rivelato oggi, dopo anni di stagionatura sotto il comodino, il migliore investimento culturale di quella giornata. Forse la parte sul XX secolo poteva essere oggetto di maggiore attenzione, ma all'autore preme più spiegarci come si è arrivati fin qui e da dove si è partiti, e, in tempi di teocom, leggere frasi come “[..] in principio, il cristianesimo stesso non è altro che una setta eretica giudaica” fa bene alle sinapsi. Poco più di un centinaio di pagine: minima spesa, massima resa.

Quindi, sempre per via di quell'interesse per la storia delle religioni (vedete che, nonostante tutto, c'è un filo), consiglio In cosa credono gli ebrei, di E. Kessler, veloce manualetto di Antonio Vallardi Editore, del 2007. Oltre all'abbondanza di storielle divertenti – la più bella quella sulla Germania nazista a pagina 42, non ve la racconto così siete costretti ad andarlo a cercare, ne vale la pena – è un testo chiaro e ben scritto. Perchè, dato che sto lavorando in una sinagoga (e così svelo gli arcani di questi ultimi mesi), mi sono sentita rivolgere domande surreali da carissimi amici di fede cattolica. La più eclatante: “ma agli ebrei nessuno dice niente 'ché hanno ucciso il signore?”. Da una carissima amica, ragazza intelligente e laureata. Ringraziamo chiunque insegni storia e catechismo con l'attenzione necessaria a generare questo.

E adesso, qualcosa che non c'entra, ma che mi serve a mantenere almeno in parte una delle promesse del 2007. Stamattina, leggendo l'Espresso a colazione, a pag. 105 trovo notizia di un saggio sul linguaggio di Camilla Cederna, a firma di G. Lauta. La cosa che noto, è che il saggio si trova nel volume Scritti linguistici per Luca Serianni, in occasione dei 60 anni dello storico della lingua italiana. Mi suona un campanello nella testa, perchè Serianni è uno degli accademici della Crusca che ho visto a Mantova durante il festivaletteratura, per la precisione allo sportello del pronto soccorso grammaticale, venerdì 7 settembre. Lui, che è autore di una grammatica famosissima, e che solo per questo potrebbe permettersi di far sbadigliare frotte di ex studenti elementari, è riuscito ad appassionare un pubblico inaspettatamente numeroso, che ha posto domande illuminanti sui dubbi che attanagliano gli italiani, come quelle sulle proposizioni completive (cosa sono? Cosa?!?) e le loro relazioni con le interrogative indirette, o, più tera tera, sulla corretta forma da usare per indicare le nazioni straniere durante le radiocronache sportive. E' la Moldavia o la Moldova ad avere segnato? Insomma, alla fine non lo lasciavamo andar via, e la mia amica Mirka ha continuato per i tre giorni successivi a frequentare lo sportello (anche se come lui nessuno mai). Merito di Serianni è pure l'avermi dato garanzie circa l'aberrazione dell'uso piemontese e lombardo di “piuttosto che” al posto di “o”: è avversativo, usato altrimenti è equivoco, e non esiste vantaggio ad usarlo in quel modo. Grazie davvero, non ne potevo più. E pure la sua opinione rispetto a tutta l'iniziativa, premiatissima dal pubblico del festival, dello sportello: “Se la lingua va dal medico è segno di buona salute”: perché significa che ancora siamo in grado di percepire l'esistenza di un malanno.

Ecco, spero di aver ben iniziato l'anno. Buon 2008 anche a voi!


domenica 2 dicembre 2007

consiglio spassionato

Un consiglio rapidissimo per la lettura:
Le donne nella storia europea, di Gisela Bock (Laterza, 2003).
Si legge d'un fiato ed è utile per riordinare le idee.

Comunque, alla fine, la domanda per me rimane una:
Perchè continuiamo a discutere di sesso quando è evidente che qui si parla di potere?

giovedì 29 marzo 2007

Tra le letture un ascolto:
torno ora dal concerto di Giovanni Allevi, come sempre lieve e commovente. Mi ha accompagnato e ritemprato per tutto l'inverno, ne ho regalate varie copie agli amici che hanno gradito e come me ne hanno profittato per trovare un angolo mentale dove rifugiarsi.
Joy è un album perfetto per questo inverno che non è mai arrivato e per questa primavera che ha l'aria di non voler più iniziare. E' un pò come guardare le foglie di un albero mentre soffia un vento leggero. Dà soddisfazione ad ascoltarlo, non oso pensare cosa può essere il suonarlo.

n.b.: chiaramente, avendo adeguato le impostazioni sul cambio d'ora, il blog ha modificato retroattivamente tutti i post pubblicati: devo trovare il modo..

lunedì 5 marzo 2007

Chiedo perdono per l'incredibile ritardo. Sto concludendo un pò di cose di lavoro, ma dovrei riuscire a battere qualcosa sulla tastiera (qualcosa di decente, intendo) al più presto.
Abbiate fede.
La foto di oggi è di qualche anno fa, fa parte di una serie di foto da cui potrei prenderne altre. La pubblico oggi perchè da qualche giorno la mia bellissima phalaenopsis rosa mi ha regalato uno stelo, che tra qualche settimana fiorirà. Dato che sono un'orrida romantica (del degenere tipo vittoriano, come la mia piccola mania per le vecchie storie di vampiri conferma) la cosa mi ha fatto fare voli pindarici. Ho notato lo stelo la mattina di venerdì, un momento particolare, perchè lì è partito un periodo d'attesa della mia vita. I fiori potrebbero metterci uno o due mesi a fiorire, ma non voglio eccedere nei simbolismi e convincermi che sbocceranno tra due mesi. Certo è che per allora saranno ancora in fiore. La cosa mi ha commosso.
Credo che ognuno dovrebbe coltivare un'orchidea. Sono piante generose e poco capite: tutti ne parlano come di creature difficili e viziate, facili al tradimento delle aspettative di chi le coltiva. In realtà posso dire che le mie sono delle formidabili Highlander, sopravvivono a qualunque mia perfidia, siccità obbligata compresa. E mi ricompensano con splendide e durature fioriture, anche quando mi scordo di loro per settimane. Si, tutti dovremmo coltivare un'orchidea: ti fa capire che a volte le cose all'apparenza più difficili sono le più semplici, e che comunque sono quelle che danno più soddisfazioni. Detto da una che "alleva" da anni una decina di orchidee e che non ha mai sostentato una pianta grassa per più di un mese.
Intanto, per chi non l'ha ancora visto, suggerisco un film. Non vi dico neppure il nome del regista, un pò perchè da scrivere è difficile, un pò perchè, se l'ho trovato al videonoleggio dell'angolo di mondo dove vivo, credo che si trovi ovunque senza troppa fatica.
Ogni cosa è illuminata. Credo lo comprerò. Ho riso, mi sono commossa, mi ha dato anche piacere visivo. Che altro chiedere?

lunedì 12 febbraio 2007

Stasera, dopo una splendida domenica di sole, stavo cercando materiale da rielaborare, tra i mille taccuini che vivono per casa, tra i cassetti e gli scaffali.
Sulle pagine, persa tra appunti di una vecchia fanfiction (storia lunga, forse spiegherò, o addirittura pubblicherò, per i malati) e gli sms di un mio ex, eccola lì.
Una frase che mi aveva colpito tra le tante trovate e sedimentate nell'autobiografia di Rossana Rossanda.
In La ragazza del secolo scorso la trovate a pagina 29:
"Il proprio corpo non si sente, se stai bene, è come l'aria".
La dedico ai miei trent'anni, età favolosa, che consiglio vivamente a tutti.

venerdì 5 gennaio 2007

Stanotte vorrei potervi lasciare qualcosa di favoloso. Però domani mi devo alzare presto.
E poi il vero taglio del nastro di questo blog sarà il 6 gennaio.
Quindi, dato che in questi giorni sto leggendo troppo, vi lascio un libro.
Il petalo cremisi e il bianco, di Michel Faber.
Credo valga la carta su cui è stampato, otto etti, nella versione tascabile.
Da qui in poi, faremo così: quando non avrò regole, avrò titoli. E da sabato avrò anche qualcos'altro.
Buona Befana

si, ho i denti storti nonostante anni di costosissime e dolorosissime cure. E allora? Avreste dovuto vederli prima..