Come tutti ben sanno sono una tirasòle. Come altri non sanno, il mio non è uno stato permanente, ma più un'incostante alternarsi di periodi di grande affidabilità ad altri (lunghissimi) di pseudoscempiaggine. Ovvero: non è che faccio peggio le cose e mi perdo le scadenze perchè sono svanita. Lo faccio per sopravvivenza, perchè la costante coscienza delle mie inadempienze mi rovina il sonno, e tirare pacchi è un pò come prendersi una sbronza per dimenticare. C'è chi si fa uno spino, io arrivo in ritardo.
Cosciente di arrivare in ritardo. Ho iniziato a farlo perchè arrivavo sempre in anticipo ad appuntamenti dove tutti arrivavano in ritardo. Poi mi sono accorta che loro erano sereni e freschi. Io ero isterica e stazzonata. Ho deciso di risolvere così.
Poi mi ha preso la mano.
Tutta questa tirata per giustificare la mia ennesima inadempienza: non ho lavorato al libro, e non ho mantenuto la promessa di farlo uscire per l'ottavo anniversario di castità. Che fare, già son punita per esserci arrivata, all'ottavo anniversario di castità. Sarà per quello che continuo ad arrivare in ritardo?
Qualcuno conserva il sogno della sua vita in un cassetto: ecco cosa ho trovato svuotando il mio
martedì 23 febbraio 2010
lunedì 25 gennaio 2010
perchè è bello iniziare l'anno con un mood positivo
sto leggendo: Il Collegio di Santa Lucia per giovinette allevate dai lupi di Karen Russell e L'ora delle ragazze alfa di Valeria Palumbo
ho appena letto: Io avevo paura di Virginia Woolf di Richard Kennedy e Una stanza tutta per gli altri di Alicia Giménez-Bartlett
sto ascoltanto: Danilo Rea
Dopo una lunga serata di danze selvagge, dove la selezione musicale è passata con indifferenza dai Red Hot Chili Peppers a Corona finendo su un pezzo ska, ho assodato che non ho più l'età. Il referto è stato due giorni di torcicollo: sono ormai una splendida novantenne!
Nel frattempo, ho raccolto una perla di saggezza da aggiungere al tesoretto che formerà il grande libro della verità in fase di redazione. Ve ne faccio dono, tenetela cara.
Legge di Annachiara, o del talento neurale maschile
E' scientificamente provato che il cervello maschile non è predisposto a fare più di una cosa nello stesso tempo. Gli uomini respirano.
corollario
E' opportuno scegliere un buon nuotatore. La capacità polmonare e l'abitudine all'apnea vi permetteranno di interagire sensatamente con lui.
ho appena letto: Io avevo paura di Virginia Woolf di Richard Kennedy e Una stanza tutta per gli altri di Alicia Giménez-Bartlett
sto ascoltanto: Danilo Rea
Dopo una lunga serata di danze selvagge, dove la selezione musicale è passata con indifferenza dai Red Hot Chili Peppers a Corona finendo su un pezzo ska, ho assodato che non ho più l'età. Il referto è stato due giorni di torcicollo: sono ormai una splendida novantenne!
Nel frattempo, ho raccolto una perla di saggezza da aggiungere al tesoretto che formerà il grande libro della verità in fase di redazione. Ve ne faccio dono, tenetela cara.
Legge di Annachiara, o del talento neurale maschile
E' scientificamente provato che il cervello maschile non è predisposto a fare più di una cosa nello stesso tempo. Gli uomini respirano.
corollario
E' opportuno scegliere un buon nuotatore. La capacità polmonare e l'abitudine all'apnea vi permetteranno di interagire sensatamente con lui.
sabato 9 gennaio 2010
esisto ancora
Dopo mesi di assenza, mi pare doveroso tranquillizzare chi si fosse chiesto se ero ancora viva. In effetti, si. Nel frattempo sta succedendo di tutto, due amiche sono appena andate a convivere, due si sposeranno nel prossimo anno (che bello che bello!), qualche altra si è appena trovata un nuovo amore, qualcuna l'ha lasciato o è alla frutta. Io, come al solito, nulla di nulla, ma ormai è questione di identità.
Sappiate soltanto che oggi ho avuto la meravigliosa autorizzazione a scrivere di una oscura vicenda, che potrei intitolare così: la dolce fanciulla e il tifoso impotente.
E come sempre, ogni cosa non solo è ispirata a fatti reali, ma li ridimensiona. Perchè, come ben sapete, certe volte la realtà supera l'immaginazione. Buone risate a tutti.
Sappiate soltanto che oggi ho avuto la meravigliosa autorizzazione a scrivere di una oscura vicenda, che potrei intitolare così: la dolce fanciulla e il tifoso impotente.
E come sempre, ogni cosa non solo è ispirata a fatti reali, ma li ridimensiona. Perchè, come ben sapete, certe volte la realtà supera l'immaginazione. Buone risate a tutti.
lunedì 26 ottobre 2009
Cà Morosini
Tanto tornerò sull'argomento (davvero): ieri pomeriggio sono stata in un luogo meraviglioso. Credo che ci tornerò, farò foto e raccoglierò racconti, da condividere con voi.
La cosa che mi rimane, dopo una lunga chiacchierata con Giovanni (una tra le persone che si occupano ancora della casa) ed aver letto una vecchia intervista al fondatore Paride Allegri, è la sensazione di non essere più capace di quell'innocenza, che pure conoscevo. Non è pessimismo, so di essere ancora capace di passione per le cause perse. E' che, davvero, ripensando a dove se ne sia andata quella parte di me, mi rendo conto che è stata la vittima sul campo della mia unica vera storia d'amore. Che era tale solo da parte mia. D'amore non si muore, come diceva una vecchia canzone, ma a volte qualche pezzo di noi lo fa.
La cosa che mi rimane, dopo una lunga chiacchierata con Giovanni (una tra le persone che si occupano ancora della casa) ed aver letto una vecchia intervista al fondatore Paride Allegri, è la sensazione di non essere più capace di quell'innocenza, che pure conoscevo. Non è pessimismo, so di essere ancora capace di passione per le cause perse. E' che, davvero, ripensando a dove se ne sia andata quella parte di me, mi rendo conto che è stata la vittima sul campo della mia unica vera storia d'amore. Che era tale solo da parte mia. D'amore non si muore, come diceva una vecchia canzone, ma a volte qualche pezzo di noi lo fa.
giovedì 8 ottobre 2009
perchè sono un orso
L'andare a vedere un grande concerto spesso è più simile al portare una maglietta firmata che all'ascoltare un disco. L'una cosa è evento privato, esperienza vissuta in prima e spesso singolare persona. Mentre, come Naomi Klein insegna, il portare una maglietta con marchio in bella vista è come prestarsi a fare da insegna pubblicitaria e pagare per farlo, farsi veicolo di un messaggio commerciale cammuffato da appartenenza ad una categoria di persone. Dovrebbero essere i produttori di abbigliamento a pagare i clienti per portare in giro il loro marchio in maniera così evidente da sembrare essi stessi un prodotto. E, allo stesso modo, al concerto si va, più che per ascoltare la musica, che di certo non può raggiungere in uno stadio affollato la qualità raggiunta da un buon impianto audio domestico, per “esserci”, cioè per fare parte di quel pubblico. Paradossalmente, se sul palco non ci fosse nessuno, ma scorressero immagini su un maxischermo, molti degli spettatori non se ne accorgerebbero, e andrebbero a casa contenti. Paradossalmente, la notizia il concerto la fa se il pubblico è a livelli record. Quindi, in realtà, lo spettacolo è il pubblico. Che, paradosso finale, paga soprattutto per vedere se stesso, per sentirsi parte di se stesso, per cantare con se stesso.
Preferisco una cena tra amici.
Preferisco una cena tra amici.
mercoledì 30 settembre 2009
antivirus
L'antivirus aggiornato mi sta creando seri problemi di connessione. Spero di reggere all'attacco, altrimenti dovrò confermare quello che sostiene il mio programmatore di fiducia, cioè che l'antivirus è peggio dei virus. Scusate l'intermezzo, ma sono un pò esaurita
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si, ho i denti storti nonostante anni di costosissime e dolorosissime cure. E allora? Avreste dovuto vederli prima..