Qualcuno conserva il sogno della sua vita in un cassetto: ecco cosa ho trovato svuotando il mio
martedì 28 agosto 2007
parto di nuovo
venerdì 24 agosto 2007
ieri, oggi, e poi di nuovo a casa
Non so se questa storia abbia un lieto fine, non so cosa intendiate per lieto fine, ma ho di nuovo quel peso sul cuore, la mia vecchia stanca ferita, che fa pulsare quella più nuova, come a dirle: "ancora non basta".
giovedì 23 agosto 2007
facciamo gli scongiuri
A domani notte, o sabato mattina, chissà?
lunedì 13 agosto 2007
vacanze?
Nelle ultime settimane sto postando poco. Continuo a lavorare, a riordinare cose in sospeso e a guardare telefilm fino a tarda notte, il che non aiuta. Sto scrivendo un piccolo carnet di non viaggio, dato che non sono andata ne andrò davvero in vacanza. L'ho iniziato il giorno del mio compleanno e lo sto scrivendo a mano, come non facevo da un sacco di tempo. Intendo scriverci soltanto nei giorni di pausa, quelli che sostituiscono le vacanze. E finirlo a natale, sia mai che io riesca a fare almeno uno dei due viaggi che vorrei fare prima della fine dell'anno. Vorrei infatti andare a Londra, dalla mia amica e quasi ex coinquilina Sara di Cagliari, e da lì raggiungere Silvia, che da un anno vive vicino a Glasgow: vorrei attraversare la campagna inglese in treno, e lo so che spenderò più che in aereo, ma volete mettere il romanticismo?? Ho sempre amato Jane Austen, non potrei mai rinunciare. L'altro viaggio sarebbe Israele, ma non so se il lavoro e il conto in banca me lo permetteranno. "Perchè Israele" è una storia lunga e complessa, che anche io debbo ancora capire bene, ma sembra che negli ultimi tre mesi stiano venendo al pettine alcuni dei nodi cruciali della mia coscienza, li lascio arrivare e conto di scioglierli in gloria ed armonia. E' difficile, ho iniziato questo blog perchè intendevo pubblicare quello che scrivo da una vita, poi la mia storia d'amore ha avuto una brutta fine, e ho buttato tutto qui, per la prima volta non volevo piangere troppo con gli amici. Mi è venuto più semplice affidare la rabbia e il dolore alla Rete, qui a leggere non è che siate in tanti, e il trasformare il blog in un vero diario non mi ha certo incoraggiata a fargli pubblicità. Ora sta diventando tutto ancora più complicato, dato che so che queste pagine hanno avuto un'influenza reale sulla mia vita (a febbraio fecero tornare da me il ragazzo che amavo, e ancora non me ne capacito), e temo un po' le conseguenze che potrebbe avere il mettere per iscritto qui tutto quello che è accaduto. La mia ultima storia è stata importante, almeno per me, e mi ha costretta a rivalutare tutti gli affetti che avevo costruito. E' stato difficile e doloroso, e mi rendo conto che durerà ancora: sono meno tollerante con gli altri, perchè lo sono diventata di più con me stessa, ora mi è più difficile pensare che sia comunque colpa mia quando qualcosa non va con un amico, e mi è più difficile ignorare quello che mi ferisce, o semplicemente mi delude. Non so se sono migliorata, di certo sono cresciuta. E quindi eccomi qui, a fare un punto a capo: non sarà un'estate di riposo, ma di certo sarà un'estate di chiarezza e lucidità. Persone nuove sono entrate nella mia vita, alcune hanno trovato un loro posto più preciso, altre ne stanno uscendo con un accanimento degno di altri fini. E ci sono cose da fare, da imparare, da cambiare. Mi sembra di vedere la mia vita come un work in progress, come una lista di obiettivi che sto spuntando uno ad uno, dal riordinare i libri al cambiare punto di vista sui problemi. Ieri mi sono trovata a discutere con la madre di un'amica del perchè io non abbia ancora figli. E tutto quello che mi rimane di quella conversazione è che non voglio che più nessuno si senta in diritto di giudicare le mie scelte di vita, e non perchè siano le mie, ma perchè è sbagliato il farlo. Vedete, è complicato. Stanotte potrei partire a parlare della ricetta per l'orata al sale e finire per fare dichiarazioni etiche o religiose. E' un periodo un po' così, se potete vogliatemi bene lo stesso.
domenica 29 luglio 2007
happy birthday to me
lunedì 23 luglio 2007
- il fabbro è latitante da una settimana (del resto il falegname son 5 mesi che fa orecchie da mercante..)
- la mia caldaia, dopo 16 giorni 16 di cure affettuose da parte di tutto uno staff di idraulici, ha rivelato il suo dramma interiore: è convinta che sia ancora inverno, nonostante il termostato ambientale e le sue manopole stiano cercando di dissuaderla da mesi. L'effetto è che, povera, quando le chiedo acqua calda lei lo intende in senso più ampio, e ne manda pure ai termosifoni.
Quindi, se voglio fare una doccia, riscaldo anche la casa. Il che mi pare opportuno, dato che il resto d'Italia sta patendo la topica morsa del caldo estivo.
domenica 15 luglio 2007
I did it again
Oggi, lista delle piccole grandi sfighe quotidiane:
- sabato scorso (non poteva certo essere in un giorno feriale) mi si è rotta la caldaia. Per chi sta pensando: poco male, c'è un caldo mortale, ecco l'aneddoto con cui divertirvi. Per fare la mia doccia quotidiana senza rischiare che la mia ernia al disco si risvegli grazie alla scottish version, devo usare l'innaffiatoio che uso per innaffiare le viole. Ho così scoperto che, sui dieci litri d'acqua che sto usando (le condizioni disagiate non invogliano a durate superiori), ne basta uno di bollente per avere la temperatura giusta. Al Gore ne sarà felice.
- due giorni prima della caldaia, il box doccia si è definitivamente scardinato, e ora rischia regolarmente di cadere ed andare in mille mortali frantumi, essendo di vetro. Per tenerlo fermo quando non lo uso lo blocco con lo scotch da elettricista.
- ecco, ora immaginatevi una che fa la doccia con l'innaffiatoio in una doccia coi pannelli che si aprono a ventaglio e non cadono solo grazie allo scotch.
- oggi pomeriggio, conscia del caldo e della poca voglia di fare qualcosa, sono scesa in macchina a prendere un paio di cd. Mentre chiudevo il garage m'è rimasta in mano la maniglia. Dopo quaranta minuti sotto il sole passati a: a) aprire il garage con aria disperata perchè la macchina era dentro e se non si apriva lunedì al lavoro chi ci andava; b) tentare di riparare la situazione con gli attrezzi e le competenze a disposizione; c) constatare di aver peggiorato, se possibile, la situazione; d) rassegnarsi e maledire il fatto che anche stavolta fosse sabato pomeriggio.
Bene, ora che siete entusiasti, sappiate che forse domani vi parlo della sfiga del giorno 13, che pare essere molto propizio per farsi dare pessime nuove da pessimi ex.
si, ho i denti storti nonostante anni di costosissime e dolorosissime cure. E allora? Avreste dovuto vederli prima..