Qualcuno conserva il sogno della sua vita in un cassetto: ecco cosa ho trovato svuotando il mio


lunedì 17 giugno 2013

 I poeti scrivono perché chiedono aiuto. Chiedono che qualcuno accompagni il loro sguardo, mentre sentono la bellezza che gli altri occhi calpestano.

mercoledì 17 aprile 2013

avviso tecnico

Buongiorno a tutte/i. Non è che mi sia scordata di voi, ma è che non sempre riesco tecnicamente a postare su questo blog. E poi sovrautilizzo il mio account facebook, su cui posto i contenuti che, prima, mettevo qui. Quindi, scusatemi: mi sa che, per sanità mentale, inizierò a dividere i contenuti, per alleggerire la pagina fb e ricominciare a scrivere. Anche perché sto evolvendomi verso nuove forme di narrazione...

giovedì 12 gennaio 2012

nuova concorrente per il concorso a mia sosia del millennio

Ok ragazzi, dopo Sally Field, Arundhati Roy e un paio di altre di cui non ricordo nome o identità, quest'anno la nuova candidata è Benedetta Tobagi. Posso dire che continua ad andarmi di c..o perchè si tratta sempre di tipe tostissime. Sarà una causa o una conseguenza dell'aspetto?

martedì 26 luglio 2011

Risparmiamo il tempo

Oggi ho aggiunto alla firma delle mie mail, dopo aver specificato i limiti di orario della mia reperibilità telefonica, questa nota:

La risposta alle mail potrebbe non essere rapida, la reperibilità telefonica potrebbe non essere continua. Questo avviene per ottimizzare i tempi di lavoro effettivo, perché non vengano sacrificati all'invasività delle comunicazioni.
Risparmiamo il tempo.


Credo si debba iniziare a farlo (se qualcuno non ha già iniziato).
Riduciamo il tempo settimanale dedicato a mail e telefonate, riduciamo il tempo dedicato a riunioni ed sms. Vedrete che nella giornata ci saranno molte più ore e meno stress, oltre a molta meno energia (elettrica e mentale) consumata, bollette telefoniche più leggere ed emissioni elettromagnetiche ridotte, carta sprecata e caffè consumato. Ci sarà lavoro fatto con più attenzione e con più cura, letteratura letta e musica ascoltata, tempo per calibrare i pensieri e per ascoltare i gesti delle persone. Risparmiamo il tempo per risparmiarci la vita.

lunedì 27 dicembre 2010

a volte ritornano

Non è una minaccia..solo che ho visto dei commenti ai miei ultimi post, è tanto che non scrivo e mi sentivo in colpa verso chi ha letto. Che dire: ho appena riattivato la mia connessione domestica, adesso riesco a lavorare tranquillamente da Linux e probabilmente la cosa riattiverà i miei neuroni stanchi di connettermi a scatto con windows.
Nel frattempo mi sono trasformata in una guficida: ieri sera, mentre rientravo a casa, un gufetto si è lanciato contro il mio parabrezza. La cosa è stata così improvvisa che non solo non l'ho visto, ma ho sentito solo il rumore dell'urto, fortissimo, sul vetro. Sono tornata indietro e l'ho visto, ad ali aperte sull'asfalto, in mezzo alla strada, impossibile scendere per raccoglierlo (praticamente una tangenziale, al buio, un mezzo suicidio). Non dava segni di vita e l'ho lasciato lì, i sensi di colpa son tremendi: non credo potesse salvarsi, anche se fosse stato vivo, l'urto era stato davvero forte. Il fatto è che i rapaci notturni sono creature meravigliose, e l'averne ucciso uno è terribile. Per darvi l'idea: dormo col peluche di un gufo da qualcosa come 15 anni. Insomma, un natale strano: il 25 mattina ho scoperto che una persona a cui ho voluto molto bene e che avevo perso di vista da 13 anni non solo sta meglio di come l'avevo lasciata, ma è diventata quello che io speravo diventasse, eccezionale (guardate qui cos'ha fatto). E la sera di santo Stefano uccido un animale selvatico protetto. Capite ora perchè non scrivo spesso? Sono persa nelle contraddizioni dell'esistenza!!

domenica 7 novembre 2010

silenzio

Tutti questi mesi senza dare notizie.. Mi sento un po' in colpa, ma sto ancora facendo ordine nella mia vita, e credo che una serie di cose si stiano concludendo, percio', pazienza, poi mi rimettero' in riga e riprendero' i progetti interrotti.

giovedì 1 luglio 2010

Noi


Cosa lunga da scrivere, ma breve da dire. Ieri ho sostenuto una lunga conversazione sulle nuove femministe, con una persona molto importante per me, che fa parte del gruppo anagrafico di donne che hanno vissuto la rivoluzione sessuale degli anni'60/70. Come ogni volta che accade, il confronto generazionale schianta qualsiasi possibilità di comprensione, probabilmente perchè i moduli comunicativi sono talmente lontani da rendere difficile un punto di contatto. Questo al di là della mancanza di tempo necessario a spiegare che io non coltivo il dubbio come necessità gnoseologica, ma gli preferisco l'incoerenza, che mi rende possibile l'essere profondamente convinta di ciò che dico nel momento in cui lo dico, permettendomi di cambiare opinione quando questa non rispecchi più ciò che sento. Anche perchè, sempre per mantenere la mia nota modestia, se Martin Luther King avesse avuto un dubbio e non un sogno, non credo che si sarebbe andati molto in là dagli autobus dell'Alabama. Comunque, la cosa più difficile, è far capire che dire Noi intendendo tutte le donne della mia generazione non è ergersi a rappresentante delle opinioni altrui, nè ghettizzarsi in una supposta posizione di inferiorità all'uomo. Noi è andare più in là del dire Io, è l'essere cosciente che le proprie conquiste personali, e le proprie sconfitte, fanno parte di qualcosa di più grande, che coinvolge persone che ancora non conosciamo. Noi è diverso da Loro, che non sono più quelli che devono concedere qualcosa, ma quelli che al momento hanno ancora diritti e possibilità che a Noi sono negate, e che Noi, il prima possibile, ci prenderemo, senza chiederle, perchè i diritti in democrazia non si chiedono, si esigono in quanto dovuti. Noi è la cosa che tutte diciamo, nella totale tranquillità, anche quelle che non sanno di essere femministe. Infatti, meno di mezz'ora dopo, un'altra donna mi ha detto Noi, e intendeva quello che intendevo io, e non ho nemmeno dovuto iniziare il discorso. Siamo stufe, non abbiamo voglia di essere tranquille, non ci vergognamo di essere competitive nei confronti di Loro, e non abbiamo la minima intenzione di cadere nella mistica della maternità e fingere che si possa essere tutto in modo perfetto. Siamo le eredi di Rosie the rivetter e ne siamo orgogliose.

si, ho i denti storti nonostante anni di costosissime e dolorosissime cure. E allora? Avreste dovuto vederli prima..