Qualcuno conserva il sogno della sua vita in un cassetto: ecco cosa ho trovato svuotando il mio


lunedì 16 giugno 2008

comunicazione di servizio

Scrivo qui perchè la mia posta non riesce a comunicare col mondo esterno (e non so perchè).
Domenica ho cercato di fare gli auguri di compleanno a Sara, che sta a Londra e che manca tanto a tutti noi che siamo rimaste qui in valPadana. Spero che, passando di qui, provi a contattarmi, o mi scriva un indirizzo e-mail alternativo. E che sappia che le volevo fare TANTI AUGURI!

martedì 10 giugno 2008

sosia famosa n.3

Mi ero dimenticata di aggiornarvi sul concorso annuale per la mia sosia famosa. Quest'anno, in occasione della laurea del mio pseudofratellino -qualche mese fa, mi sono trattenuta dal raccontarvi perchè l'abbiamo passata in ospedale con lui e una flebo- è stata proposta una nuova candidatura. devo dire che stavolta la somiglianza la vedo anch'io, non fosse che per il neo sulla guancia e il taglio di capelli. La vincitrice del premio Sosia famosa 2008 è: Arundhati Roy.
E' una scrittrice indiana di cui continuo a regalare il romanzo più famoso senza averlo mai letto, solo perchè il titolo mi piace tanto e tutti, ma proprio tutti, finiscono per ringraziarmi con gli occhi commossi a distanza di mesi. Quindi dev'essere bello..

lunedì 2 giugno 2008

post n°90

sto ascoltando: Stefano Bollani, Piano solo
sto leggendo: Luce Iriguaray, La via dell'amore (ma ho appena finito La signora nel furgone di Bennet)

Mi mancate, ma non disperate, io non dispero del fatto di non mancare a voi..

domenica 11 maggio 2008

le muse

sto ascoltando: già lo sapete. Ma mentre guido, da settimane, ormai c'è solo Nevermind dei Nirvana
sto leggendo: Verso Betlemme di Joan Didion. Questa donna mi incanta ogni volta. E' il suo stile: minimalista e lirico. Tutto da imparare

Questa settimana vorrei dirvi tante cose, tutte poco aggregate, quindi le butto qui, come di solito si tratta di appunti sparsi. Sono felice che sia stato appena pubblicato in italiano un libro di Simone Weil, non la si legge mai abbastanza, ed è una delle mie muse da quando ero ragazzina.
E visto che parlo di muse, e che mi sono trovata a riflettere sulla strana direzione della mia esistenza negli ultimi anni, eccole qui, tutte le donne che mi hanno davvero guidata da quando ero ragazzina.
Oltre a Simone (leggetevi Venezia salva e capirete perchè), e Marguerite Duras (tutto, ma soprattutto Giornate intere tra gli alberi), Tina Modotti (le sue calle e le sue rose campeggiano nella mia camera da letto), Christa Wolf (Cassandra, e tutto il resto). E poi, esteticamente ed emotivamente, Vita Sackville-West, Marlene Dietrich, Giovanna d'Arco e Katharine Hepburn. L'elenco non finisce chiaramente qui, ma è già lungo e tormentato. Mettendole tutte insieme un filo rosso c'è. Decisamente non sono una signora. L'androginia, la sensualità, il rigore e l'estetismo ascetico. E il fatto che, più o meno, si trovino tutte nello stesso difficile periodo della storia. Se poi aggiungiamo che pure i modelli maschili stanno tutti in quella cinquantina d'anni, forse qualcosa di più netto si può trovar fuori. Il gioco è aperto.

domenica 27 aprile 2008

forever Chuck

sto ascoltando: ancora Danilo Rea, mi ha stregato
stasera leggerò: Chiara Cretella, Annunciazione in metropolitana

Stamattina ho finito Rabbia di Chuck Palahniuk. Quell'uomo lo adoro.
Sta inesorabilmente trasformando la sua prosa in qualcosa di sperimentale, lui scrive che non sta facendo niente di nuovo, ma, come per Cavie e per Diary, lo sta facendo in modo nuovo.
Alla fine della lettura, però, un dubbio atroce mi tormenta: dato che, dopo il successo del film tratto da Fight club, nel mondo sono sorti dei fight club reali, non è che qualcuno, leggendo del party crashing, inizierà a girare di notte con un albero sul tettuccio a sfondare le auto altrui?
Altri momenti della mia giornata potrei passarli a raccontarvi di come il concerto a Parma di Tuck & Patty meet Musica nuda (Magoni&Spinetti) sia stato un viaggio favoloso, soprattutto quando i quattro hanno cantato Time after time, o improvvisato Fever. O del fatto che Tuck mi ricordi uno gnomo impazzito: ha suonato un assolo di 20 minuti. Forse erano di più, forse di meno, ma sembravano eterni.
O di come Gaff aff (spettacolo della compagnia Zimmermann & de Perrot) sia uno dei migliori momenti di teatro a cui ho assistito nell'ultima stagione..
O consigliarvi, tra le mie ultime letture, La sovrana lettrice, del solito favoloso Alan Bennet: poche ore di rinfrancante humor inglese.
Ma oggi vi lascio qua, è tardi e devo ancora mettermi a lavorare.

martedì 15 aprile 2008

condoglianze

non ho altre parole

domenica 6 aprile 2008

erano solo ragazzi in cammino

Bene, dopo giorni passati a non dormire la notte per leggere, ho appena finito l'ultimo libro di Dave Eggers. E' uscito quasi un anno fa e l'ho stagionato, ma meritava che fossi pronta. E', come promesso in copertina, uno dei libri più commoventi che io abbia mai letto.
Ti fa venire voglia di fare qualcosa, e alla fine scopri che qualcosa l'hai già fatta comprandolo, dato che i proventi vanno alla fondazione del protagonista. E lo stesso non è abbastanza.
Dato che tutti sentiamo parlare del Darfur, e dato che non capiamo come funzionino le guerre in Africa (perchè non lo capiamo, come giustamente dice Valentino), è anche una lettura utile. Per sapere com'è iniziata, per sapere com'è stata vissuta, per dare un senso alle immagini viste in televisione e sui giornali. Per sapere che il Darfur è una regione del Sudan, e che il conflitto non è iniziato lì. Che c'entrano il petrolio, gli americani, Bin Laden (il prezzemolo), e, al solito, l'occidente.
E per conoscere la storia di un ragazzo giapponese che voleva portare dei ragazzini africani a giocare una partita fuori dal campo profughi, o quella di un'altro che li fece attraversare il deserto vedendoli morire d'inedia. E quella di una rifugiata sudanese uccisa in america dal fidanzato geloso, o di una che ce l'ha fatta, e adesso studia in Inghilterra. E per portarseli tutti con sè, e decidere di fare qualcosa perchè non accada ancora. Alla fine di questo libro mi è tornata in mente la frase che nel 2001 continuavamo a ripeterci, e che poi abbiamo smesso di amare perchè usata troppo spesso su altre bandiere. Un altro mondo è possibile.

Se volete saperne di più, oltre a leggervi il libro (Dave Eggers, Erano solo ragazzi in cammino, Mondadori, 2007):
http://www.valentinoachakdeng.org/



si, ho i denti storti nonostante anni di costosissime e dolorosissime cure. E allora? Avreste dovuto vederli prima..